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Tutto quello che hai sempre voluto sapere
sul cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è l’insieme delle variazioni ambientali che, all’interno del nostro ecosistema, si distanziano dalle medie naturali, e per questo costituiscono una pericolosa (poiché imprevedibile) eccezione nello stato delle cose. È una macro-categoria all’interno cui collocare i problemi legati al clima, e che descrive il rapido deterioramento delle condizioni di vita ideali sul nostro pianeta.

L’effetto serra è un meccanismo essenziale alla vita sulla terra: grazie alla presenza di alcuni gas all’interno della nostra atmosfera (anidride carbonica e metano tra gli altri) il calore solare viene trattenuto, e permette di mantenere una temperatura planetaria favorevole alla nostra sopravvivenza. Purtroppo, questo equilibrio è stato modificato negli ultimi anni, e al momento l’eccessiva presenza di gas fa si che il pianeta abbia cominciato a “scaldarsi troppo”. Per questo, il termine è solitamente utilizzato in modo negativo collegandolo al surriscaldamento globale.

 

Secondo la scienza il cambiamento climatico è causato dall’aumento dell’effetto serra, a sua volta causato dall’aumento dell’anidride carbonica e di altre emissioni generate dall’uomo presenti nell’atmosfera. Questo genera l’innalzamento delle temperature e le variazioni atmosferiche che causano, in seguito, eventi estremi come cicloni, inondazioni e siccità. A partire dagli inizi del XIX secolo (il periodo “pre-industriale”) la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di 1.6°C, ma la maggior parte di questo aumento si è concentrato negli ultimi 35 anni. 

Il nostro pianeta è in un sistema che cerca continuamente un equilibrio stabile. Se un elemento di questo insieme cambia, il resto cerca di adattarsi. Per questo, il cambiamento climatico che fa sciogliere i ghiacciai e fa aumentare la siccità causa anche una crescita degli eventi meteorologici estremi come inondazioni, incendi, ondate di gelo e di calore, e può portare all’estinzione di specie animali e vegetali che non riescono ad adattarsi in tempo a tante variazioni. Specie che, però, magari sono essenziali anche alla nostra sopravvivenza.

L’United Nations Framework Convention on Climate Change (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) è un trattato internazionale firmato nel 1992, durante la Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite. L’obbiettivo del trattato è quello di “Stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico”. L’UNFCCC si avvale di un Segretariato per coordinare le proprie attività e per risolvere le questioni più tecniche. Ogni anno, i paesi membri dell’UNFCCC si riuniscono in una Conferenza delle Parti (COP), durante la quale discutono e producono nuovi accordi sul cambiamento climatico.

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è un ente scientifico formato da due organismi delle nazioni unite: l’Organizzazione meteorologica mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Lo scopo dell’IPCC è di fornire regolari studi scientifici riguardanti gli effetti del cambiamento climatico. Gli studi sono rivolti soprattutto al mondo politico, per comprendere al meglio le future implicazioni di questo fenomeno e prendere decisioni effettive al riguardo. L’ultimo loro report ha spiegato nel dettaglio la sostanziale differenza tra un mondo a 2 gradi in più rispetto a quello di 1.5 gradi in più, di gran lunga preferibile in termini di costi ambientali, sociali ed economici.

 

L’Accordo di Parigi è un trattato internazionale firmato nel 2015, deciso nel quadro dell’UNFCCC durante la COP21. L’Accordo, universale e giuridicamente vincolante, pone come obiettivo quello di ridurre le emissioni, per mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali. Ad oggi, 194 paesi e l’Unione Europea hanno firmato l’Accordo.

 

Come sempre, la ricetta più semplice è la prevenzione: bisogna limitare le emissioni di gas serra nell’atmosfera per rispettare l’equilibrio climatico del pianeta. Le istituzioni tentano di farlo tramite le COP, i cittadini possono contribuire nelle piccole azioni quotidiane, scegliendo ad esempio i mezzi pubblici al posto dell’auto. Tuttavia, una volta all’interno dell’atmosfera i gas serra vi rimangono per decine di anni. Sarà necessario quindi uno sforzo ulteriore per catturarne almeno una parte, attraverso metodi semplicissimi – come ad esempio piantare più alberi – o attraverso le più avanzate tecnologie di geoengineering, che serviranno a confinare i gas serra sotto terra.