Le parole del cambiamento climatico

Le informazioni del glossario sono tratte, in parte, da “Lessico e Nuvole” (a cura di UniTo)

ACIDIFICAZIONE DEGLI OCEANI

L’acidificazione degli oceani è il processo di aumento dell’acidità delle acque causato dal continuo incremento di CO2 al loro interno. Le acque oceaniche hanno solitamente un pH (parametro che misura l’aciditá dell’acqua) basico (pH > 7). Con l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera, parte è anche finita nei mari. Il progressivo discioglimento di CO2 nell’acqua porta però a una sua maggiore del acidità. Le conseguenze sono gravi: deprimendo la vitalità di varie specie marine animali e vegetali, l’acidificazione degli oceani rischia di privare gli ecosistemi collegati di elementi fondamentali per il loro benessere (vedi anche il concetto di cascata trofica).

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accordo di parigi

L’Accordo di Parigi è un trattato internazionale firmato nel 2015, deciso nel quadro dell’UNFCCC durante la COP21. L’Accordo, universale e giuridicamente vincolante, pone come obiettivo quello di ridurre le emissioni, per mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali.

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aereosol

Gli aerosol, o molecole di particolato, sono particelle di sostanze inquinanti che, una volta nell’aria, impiegano molto tempo prima di depositarsi nuovamente a terra. Per questo vengono considerati pericolosi per l’uomo e si cerca di ridurre la loro presenza nelle città (pensare ai filtri antiparticolato delle auto o alle giornate di stop alle auto per abbassare i livelli di polveri sottili). 

Gli aerosol possono avere sul clima effetti diretti, come il riscaldamento della troposfera a causa della loro capacitá di assorbire radiazioni visibili, ed effetti indiretti, come il loro impatto sulla formazione delle nuvole e di conseguenza l’influenza sulle precipitazioni stesse. 

Albedo

L’albedo (dal latino albus, bianco) è la capacità di un corpo di riflettere la luce solare. 

Un’albedo più alta significa che un corpo rifletterà un maggior numero di raggi solari quando viene colpito. La neve, per esempio, ha un’albedo molto alta, mentre l’asfalto e il carbone, hanno un’albedo bassa, e trattengono molto calore e luce solare. 

Quando i raggi del sole colpiscono la terra, vengono riflessi o trattenuti a seconda della maggiore o minore albedo dei corpi che incontrano; la progressiva sparizione della neve, dei ghiacciai, e l’aumento della cementificazione portano a un abbassamento dell’albedo. La conseguenza è che la terra trattiene sempre più energia solare, e quindi più calore. 

 

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anidride carbonica

L’anidride carbonica, o diossido di carbonio, è un composto chimico formato da un atomo di carbonio e due atomi di ossigeno (CO2). È presente nella fascia troposferica (la parte di atmosfera in cui viviamo anche noi) a una concentrazione media di circa 410 parti per milione, o ppm. In epoca preindustriale la sua concentrazione si attestava intorno a 260 ppm, prima degli ingenti rilasci di CO2 legati all’utilizzo di combustibili fossili. Per la sua struttura molecolare, il diossido di carbonio è in grado di assorbire le radiazioni solari, contribuendo così all’effetto serra che rende possibile la vita sulla terra e che, ultimamente, sta causando gran parte del cambiamento climatico. 

La CO2 è il “cibo” preferito delle piante e del fitoplancton, ma fenomeni come la deforestazione e l’aumento delle temperature marine diminuiscono sempre più la capacità degli ecosistemi di assorbire il gas.

La CO2 è anche un composto solubile in acqua, e causa principale dell’acidificazione degli oceani.

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bilancio energetico

Con bilancio energetico si intende l’equilibrio tra l’energia che la Terra riceve dal Sole e l’energia che la Terra “restituisce” allo spazio, dopo essere stata distribuita tra le diverse componenti del sistema climatico terrestre. Quando i raggi solari colpiscono il pianeta, una parte dell’energia viene subito riflessa dalle nuvole, dalla neve o da altre componenti atmosferiche (guarda anche la parola “albedo”); il resto, circa 70%, viene assorbito. L’atmosfera e la superficie terrestre, così, si riscaldano ed emettono a loro volta energia. Il bilancio energetico dipende da molti fattori, come la composizione atmosferica (vedi “aerosol” e “gas serra”), la riflettività (vedi “albedo”) della superficie e dell’atmosfera, la copertura nuvolosa, la vegetazione e i diversi tipi di utilizzo del territorio.

Alterare lo scambio di energia in entrata e in uscita dal sistema può portare a una modifica della temperatura globale.

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biodiversità

La diversità biologica, o biodiversità, consiste nella varietà degli organismi viventi e delle loro diverse forme all’interno dei rispettivi ecosistemi terrestri e acquatici. Essa ha un ruolo fondamentale sul nostro pianeta, perché stabilizza e garantisce il corretto funzionamento dell’ecosistema e dei servizi ecosistemici dai quali dipende l’essere umano. La biodiversità, è la nostra “assicurazione” contro le crisi naturali: gli ulivi resistenti alla Xylella, per esempio, possono salvaguardare la produzione dell’olio d’oliva; alcune varietà di grano, resistenti alla siccità, possono aiutarci in caso di annate meno umide. 

L’estinzione di specie, la perdita di ecosistemi e la riduzione della diversità genetica degli organismi a causa di una eccessiva selezione commerciale, rappresentano una minaccia concreta alla biodiversità. Il pericolo legato a questa “erosione della biodiversità”  è la progressiva perdita della capacità di adattamento, di resistenza, resilienza e mitigazione ai cambiamenti climatici del nostro pianeta. Ma non solo: data l’interdipendenza delle specie e dei fattori componenti del sistema climatico, la perdita di specie infatti può innescare anche meccanismi di cascata trofica che mettono in pericolo la nostra stessa sopravvivenza, qui e ora.

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Cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è l’insieme delle variazioni ambientali che, all’interno del nostro ecosistema, si distanziano dalle medie naturali, e per questo costituiscono una pericolosa (poiché imprevedibile) eccezione nello stato delle cose. Il termine “cambiamento climatico” è una macrocategoria all’interno cui collocare i problemi legati al clima, e che descrive il rapido deterioramento delle condizioni di vita ideali sul nostro pianeta.
Secondo la scienza il cambiamento climatico è causato dall’aumento dell’effetto serra, a sua volta causato dall’aumento dei gas serra in atmosfera. Questo genera l’innalzamento delle temperature e le variazioni atmosferiche che causano, in seguito, eventi estremi come cicloni, inondazioni e siccità. 

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cascata trofica

Una cascata trofica è l’insieme delle interazioni indirette che si creano quando un livello della rete alimentare di un ecosistema viene a mancare. È un concetto molto importante rispetto all’uomo, perché le nostre scelte causano molte di queste cascate trofiche: pescando solo determinati tipi di pesce, ad esempio, possiamo far sì che quelle che sono le sue prede abituali possano riprodursi più che in precedenza, mettendo a repentaglio l’esistenza del livello inferiore della rete alimentare in cui si trovano (come lo zooplancton). Meno zooplancton porta a più fitoplancton, più ossigeno nell’acqua, e così via fino ad arrivare alla fine di quella che è una vera cascata di conseguenze generata da un’unica azione. Le cascate trofiche sono meccanismi fondamentali da comprendere per tutelare la biodiversità, ma di cui sappiamo ancora poco, perché l’ecosistema mondiale è complesso e pieno di interazioni indirette che, almeno per ora, non siamo in grado di comprendere pienamente


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COP (Conferenza delle Parti)

L’United Nations Framework Convention on Climate Change (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) è un trattato internazionale firmato nel 1992, durante la Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite. L’obbiettivo del trattato è quello di “Stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico”. L’UNFCCC si avvale di un Segretariato per coordinare le proprie attività e per risolvere le questioni più tecniche. Ogni anno, i paesi membri dell’UNFCCC si riuniscono in una Conferenza delle Parti (COP), durante la quale discutono e producono nuovi accordi sul cambiamento climatico.

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Ecosistema

Un ecosistema è il complesso di esseri viventi (come animali e piante) e non viventi (come i minerali e la luce solare) che interagiscono in un determinato ambiente, generando un sistema autosufficiente e in equilibrio dinamico. Autosufficiente significa che il sistema non ha bisogno di altri elementi che quelli che sono presenti al suo interno per sopravvivere; in equilibrio dinamico vuol dire che, anche se le cose cambiano al suo interno (i viventi muoiono, la luce cresce o diminuisce), il sistema rimane stabile e non rischia di sparire.

effetto serra

L’effetto serra è un meccanismo essenziale alla vita sulla terra: grazie alla presenza di alcuni gas all’interno della nostra atmosfera (CO2, metano, H2O, tra gli altri), le radiazioni solari (contenenti calore ed energia) vengono trattenute, permettendo di mantenere una temperatura planetaria favorevole alla nostra sopravvivenza. Se non ci fosse l’effetto serra, la temperatura media del nostro pianeta sarebbe pari a -18°C!

Purtroppo, la presenza di questi gas è aumentata negli ultimi anni, e al momento fa sì che il pianeta abbia cominciato a “scaldarsi troppo” (vedi anche “bilancio energetico”). Per questo, il termine “effetto serra” è solitamente utilizzato in modo negativo, e collegato al surriscaldamento globale.

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Evento meteorologico estremo

Gli eventi meteorologici estremi sono condizioni metereologiche che si discostano dalle caratteristiche medie tipiche di un luogo geografico. Generalmente, l’evento é definito estremo quando collegato a notevoli danni economico-sociali. Le ondate estreme di calore, gli uragani/tifoni, le tempeste di vento, le “bombe d’acqua” e le precipitazioni estremamente intense ne fungono da esempio. Il cambiamento climatico aumenta la frequenza degli eventi estremi, che sono tuttora difficili da prevedere, e dunque il rischio che possano fare sempre più danni a cose e persone.

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fitoplancton

Il fitoplancton è l’insieme degli organismi vegetali acquatici, in grado di creare energia a partire da sostanze inorganiche, esattamente come le piante. Due esempi di fitoplancton sono le alghe e i cianobatteri.
Il fitoplancton è un elemento essenziale dell’ecosistema terrestre: anche se ricevono meno attenzione dei loro corrispettivi terrestri (alberi, piante, cespugli), gli organismi che formano il fitoplancton producono complessivamente più della metà dell’ossigeno della terra!

 

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Forzante radiativo

Il forzante radiativo è la misura dell’influenza di un singolo fattore (che sia CO2 o altri gas serra presenti nell’atmosfera) nella variazione del bilancio energetico terrestre. I fattori che influiscono sul bilancio energetico possono essere di origine naturale (variazione della radiazione solare, piccole variazioni dell’orbita terrestre, caduta di meteoriti, emissioni vulcaniche) oppure antropica (emissioni di gas serra e aerosol, cambiamento di destinazione d’uso dei suoli), e vengono misurati dal forzante radiativo in termini di Watt prodotti per metro quadro (W/m2).

Gas serra

I gas serra (principalmente vapore acqueo, diossido di carbonio, metano e ozono) sono composti presenti nell’atmosfera e responsabili dell’effetto serra. Il loro contributo all’effetto serra è dato dalla capacità di assorbire la radiazione emessa dalla superficie terrestre, trattenendo così il calore di questa radiazione sulla Terra.
La capacità per un gas di contribuire all’effetto serra viene valutato attraverso il cosiddetto Potenziale di riscaldamento serra, o Global Warming Potential (GWP). Alcuni gas, anche se sono presenti in quantità minime nell’atmosfera, hanno un enorme potenziale di riscaldamento serra, per cui è necessario mantenerli ai più bassi livelli possibili per evitare aumenti dell’effetto serra.  

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Impronta di carbonio

Utile a misurare il contributo delle attività umane al cambiamento climatico, l’impronta di carbonio stima la quantità totale di emissioni, dirette ed indirette, di gas ad effetto serra associate a un individuo, a un prodotto, a un servizio, a un evento, alle attività di un’organizzazione o di un’intera nazione. Perché l’impronta di carbonio rifletta correttamente le emissioni di un prodotto, è essenziale prenderne in considerazione l’intero ciclo di vita, e quindi ideazione, produzione, trasporto, consumo e smaltimento. Anche se spesso non lo sappiamo, le cose che compriamo hanno un’impronta di carbonio molto alta, e quindi ci fanno contribuire al cambiamento climatico nostro malgrado.

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Impronta ecologica

Se l’impronta di carbonio misura le emissioni di un determinato soggetto, l’impronta ecologica è un indicatore complesso che prova a fare un passo in più: stimare la quantità di risorse ecologiche e servizi ecosistemici utilizzati per soddisfare dei bisogni. Per fare un esempio, un conto è calcolare le emissioni collegate alla produzione di un cellulare, un altro è considerare anche l’impatto ambientale dell’estrazione dei materiali, il consumo di energia, l’uso del suolo correlati. Questa misura dà un’idea più chiara del fabbisogno di risorse totale legato alla produzione, e viene confrontata con un valore di riferimento:la biocapacità, un indicatore dei servizi ecosistemici aggregati erogati dagli ecosistemi locali. E’ questo confronto a definire se un territorio è in deficit o surplus ecologico.

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ipcc

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è un ente scientifico formato da due organismi delle nazioni unite: l’Organizzazione meteorologica mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Lo scopo dell’IPCC è di fornire regolari studi scientifici riguardanti gli effetti del cambiamento climatico. Gli studi, volti a disegnare un quadro complessivo delle conoscenze sul cambiamento climatico, forniscono la base scientifica per le negoziazioni sul clima che avvengono durante le Conferenze delle Parti (COP).

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mitigazione e adattamento

Due concetti essenziali e complementari della lotta al cambiamento climatico. La mitigazione ha lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera, di prevenire il cambiamento climatico eliminando o diminuendo l’entità di ciò che lo causa.
L’adattamento è invece rivolto alla riduzione degli impatti del cambiamento climatico. E’ l’insieme delle “cure” per far sì che l’ambiente e la popolazione siano in grado di resistere e sopravvivere a un mondo più caldo, meno equilibrato, più estremo.
Mitigazione e adattamento sono concetti complementari perché, se è vero che prevenire è sempre meglio che curare, in alcuni casi il cambiamento climatico sta già modificando la vita sulla terra, ed è quindi necessario correre ai ripari. 

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modello climatico

Un modello climatico è un modello numerico che descrive le interazioni nel sistema climatico terrestre in modo semplificato, e che consente di calcolare in modo interattivo le emissioni di anidride carbonica o di altri gas ad effetto serra nell’atmosfera. Il modello viene elaborato in base alle proprietà fisiche, chimiche e biologiche delle componenti del sistema a cui si riferisce (nel nostro caso, la Terra). I modelli non sono perfetti, perché le interazioni di un sistema complesso come la terra sono moltissime e non le conosciamo tutte; tuttavia, questi strumenti rimangono i più affidabili di cui disponiamo per simulare come evolverà il clima in futuro partendo dal clima attuale (proiezione climatica).

Riduzione del rischio dei disastri

La Riduzione del rischio dei disastri (DRR è la sigla con cui è più conosciuta) è una disciplina che mira a ridurre gli impatti dei disastri identificando preventivamente i soggetti e le zone più a rischio e riducendone la vulnerabilità.
I disastri possono essere naturali (inondazioni, siccità) o creati dall’uomo (esplosioni, incendi, sversamenti di petrolio); quello che fa la Disaster Risk Reduction è immaginarli prima che avvengano per preparare meglio persone, infrastrutture e ambienti naturali ad affrontarli.

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Retroazioni

Una retroazione è la risposta di un sistema (come quello climatico terrestre) a una determinata modifica. I meccanismi di retroazione climatici, noti anche come feedback, hanno la capacità di amplificare (retroazioni positive) o smorzare (retroazioni negative) le nostre azioni sul clima. Pensiamo alle emissioni: l’aumento delle temperatura porta come retroazione lo scioglimento dei ghiacci, e quindi la liberazione di altri gas serra, prima imprigionati nelle terre congelate. Questa è una retroazione positiva, perché crea un circolo vizioso di crescita delle temperature.
Non tutte le retroazioni sono lineari, perché l’ecosistema terrestre è complesso; per questo i modelli climatici provano a rappresentarne quante più possibile per capire cosa rischiamo quando cambiamo il clima.

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riscaldamento globale

Con riscaldamento globale si indica il fenomeno di aumento delle delle temperature medie della superficie della Terra non riconducibile a cause naturali e riscontrato a partire dall’inizio del XX secolo. Anche se la Terra è passata attraverso numerosi cambiamenti di temperatura, non si era mai visto un aumento tanto rapido, e la comunità scientifica è concorde nell’attribuire la causa di questo cambiamento alle attività umane, prima tra tutte l’emissione di gas serra. 

Il riscaldamento globale è la vera causa del cambiamento climatico, perché le variazioni di temperatura generano una serie di retroazioni che hanno effetti “a cascata” su tutto l’ecosistema.

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Scenario climatico

Uno scenario climatico è una proiezione verosimile di come sarà il clima in un periodo futuro. Partendo dallo studio delle informazioni sul clima attuale e passato si possono costruire vari scenari climatici, utili a prevedere ed indagare le conseguenze delle nostre scelte rispetto al clima. Gli scenari climatici più conosciuti sono quelli elaborati dall’IPCC, che illustrano cosa succederebbe se riuscissimo a limitare le nostre emissioni e mantenere l’aumento delle temperature globali entro diverse soglie (1.5, 2 e 3 gradi) nel 2100.

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serbatoio di carbonio

Un serbatoio di carbonio è un deposito naturale che assorbe il carbonio dall’atmosfera, riducendone la concentrazione e diminuendo, così, l’effetto serra. Le foreste, gli oceani, il suolo su cui camminiamo sono degli enormi serbatoi di carbonio, perché attraverso processi chimici prendono l’anidride carbonica dall’atmosfera e la “sequestrano” al loro interno.
Se non ci fossero i serbatoi di carbonio, la quantità di gas serra in atmosfera sarebbe molto più alta; grazie ad essi, le emissioni umane vengono in parte compensate, ma i serbatoi sono anche ambienti delicati: attività come la distruzione delle foreste e il cambio d’uso del suolo possono liberare il carbonio che fino ad allora era rimasto imprigionato.

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Servizi ecosistemici

I servizi ecosistemici sono quelle funzioni derivanti dagli ecosistemi che garantiscono, direttamente o indirettamente, alla societá umana e alle altre specie viventi di soddisfare le proprie necessità. Queste necessità possono collegarsi alla semplice sopravvivenza, così come al mantenimento dell’equilibrio del sistema stesso, all’approvvigionamento di risorse utili o all’arricchimento culturale.

Nonostante il loro contributo alla vita, il valore reale dei servizi ecosistemici non è preso in considerazione nelle previsioni economiche della società; per questo, fino ad ora abbiamo gestito tanto male le risorse del nostro pianeta da portare al declino di quasi due terzi dei servizi ecosistemici. 



UNFCCC

L’United Nations Framework Convention on Climate Change (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) è un trattato internazionale firmato nel 1992, durante la Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite. L’obbiettivo del trattato è quello di “Stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a un livello tale da prevenire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico”. L’UNFCCC si avvale di un Segretariato per coordinare le proprie attività e per risolvere le questioni più tecniche. Ogni anno, i paesi membri dell’UNFCCC si riuniscono in una Conferenza delle Parti (COP), durante la quale discutono e producono nuovi accordi sul cambiamento climatico.