Jaluit Atoll Lagoon, Marshall Islands. Foto di Keith Polya su Flickr: https://www.flickr.com/photos/102182523@N07/9811274503/in/datetaken/

Il livello del mare è in continuo aumento

Il livello del mare è in continuo aumento

I modelli numerici prevedono che, entro la fine del secolo, con elevata probabilità, andremo incontro ad un innalzamento del livello del mare di 26-54 cm per lo scenario di emissioni più blando, sino ad arrivare a 45-81 cm per lo scenario peggiore.

 

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Seppur possa sembrare fantascienza, annunci di questo genere da parte delle agenzie immobiliari potrebbero diventare una realtà di fatto entro la fine del secolo. Le osservazioni e le proiezioni climatiche sembrano infatti non lasciar spazio a dubbi: il livello medio del mare su scala globale sta subendo un inesorabile innalzamento sin dai primi anni del XX secolo, con una intensa accelerazione nelle ultime decadi. Tale andamento potrebbe portare, entro il 2100, alla perdita di molte zone costiere, e non solo, del globo.

 

Nel nostro articolo “Gli Oceani sono una bomba a orologeria” avevamo già dato un quadro generale delle critiche condizioni in cui riversano gli Oceani, parlando dei fenomeni di riscaldamento e acidificazione che essi stanno subendo a causa delle emissioni antropiche di gas ad effetto serra. Data la sua gravità e imminenza, vale la pena a questo punto approfondire uno degli aspetti più preoccupanti all’interno di questo quadro, ossia l’innalzamento del livello del mare. Questo articolo si concentra sui meccanismi alla base di tale fenomeno, fornendo qualche numero più preciso sul futuro che ci aspetta.

Cause del fenomeno

I principali fattori alla base dell’innalzamento del livello del mare su scala globale sono due: l’espansione termica dell’acqua marina e lo scioglimento del ghiaccio continentale. Dato che non è poi così insolito sentire frasi (errate) del tipo: “il mare si sta alzando perchè si sta sciogliendo tutto il ghiaccio del mar Artico”, vediamo di fare un pò di ordine.

 

Quando si parla di espansione termica dell’acqua marina ci si riferisce a un normale fenomeno fisico secondo il quale un fluido, sottoposto a temperature via via più elevate, si espande, incrementando il proprio volume. Gli Oceani assorbono la maggior parte del calore in eccesso emesso in atmosfera dalle attività antropiche (circa il 90%) e per questo motivo gli strati più superficiali hanno visto aumentare la propria temperatura di circa 0.11 °C per decennio durante le ultime decadi. Questo, assieme al surriscaldamento (seppur minore) degli strati più profondi, comporta una inevitabile espansione dell’acqua e quindi l’aumento del livello medio del mare.

 

L’altro fenomeno alla base dell’innalzamento del livello marino è lo scioglimento del ghiaccio continentale. La fusione del ghiaccio difatti, una volta raggiunti gli Oceani, induce un apporto aggiuntivo d’acqua, con conseguente innalzamento del livello del mare. Non tutto il ghiaccio, comunque, contribuisce all’innalzamento.  Il ghiaccio marino, essendo  un corpo galleggiante composto da acqua marina passata allo stato solido a causa delle basse temperature, non apporterebbe alcuna massa di acqua aggiuntiva negli Oceani qualora si sciogliesse. Per fare degli esempi concreti, la scomparsa del ghiaccio marino nell’Artico, seppur molto grave sotto innumerevoli punti di vista (non solo per la scomparsa degli orsi polari), non deve destare preoccupazioni per quanto riguarda il livello medio del mare; devono invece destarne le allarmanti perdite di ghiaccio continentale registrate in Canada, Antartide e Groenlandia, così come la rapidissima scomparsa dei ghiacciai perenni montani.

 

Esistono altri elementi che contribuiscono al variare del livello del mare, anche se hanno un’influenza minore: la variazione di salinità (e quindi di volume) dell’acqua marina dovuta allo scambio di masse d’acqua tra l’Oceano e la costa, la variazione della risorsa idrica sulla terraferma (causata, ad esempio, dai sempre maggiori prelievi d’acqua) e della deformazione della crosta terrestre (indotta ad esempio dai movimenti tettonici).

Dati alla mano

Ma quanto influenzano l’espansione termica e lo scioglimento dei ghiacciai sull’innalzamento del livello medio del mare?

 

Considerando solo questi due fattori, secondo i dati altimetrici delle ultime decadi lo scioglimento dei ghiacciai ha una maggiore importanza relativa, rappresentando il 65% circa dell’innalzamento totale. D’altro canto l’espansione termica contribuisce per circa il 35%, seppur abbia rappresentato circa la metà dell’innalzamento del livello marino durante i primi anni ‘90.

 

Nei fatti dai primi del ‘900 ad oggi il livello del mare si è alzato di circa 21 cm; di questi circa un terzo si è registrato solamente negli ultimi 25-30 anni. Ciò significa che il livello del mare non solo sta aumentando, cosa che pone già delle serie problematiche, ma lo sta facendo ad un ritmo sempre maggiore. Secondo i dati dell’IPCC, si sarebbe passati da valori di innalzamento medi globali per anno di 1,4 mm dal 1901 al 1990, a valori di 2,1 mm dal 1970 al 2015, 3,2 mm dal 1993 al 2015 e 3,6 mm dal 2006 al 2015.

 

Con questi dati non molto confortanti è abbastanza immediato chiedersi: e quindi cosa accadrà nei prossimi anni? Anche in questo caso le proiezioni climatiche non portano una lieta novella. Nemmeno nei casi più ottimisti riusciremo a evitare un ulteriore innalzamento del mare rispetto i livelli attuali. Nello specifico, i modelli numerici prevedono che, entro la fine del secolo, con elevata probabilità, andremo incontro ad un innalzamento del livello del mare di 26-54 cm per lo scenario di emissioni più blando, sino ad arrivare a 45-81 cm per lo scenario peggiore. Alcune zone registreranno innalzamenti più contenuti, ma altre  saranno costrette ad affrontare situazioni drammatiche.

 

Conclusioni

Ovviamente l’Italia non è immune a tutto questo, anzi!I suoi frastagliati 8.000 km di costa sono in serio pericolo, soprattutto in aree depresse come la Pianura Padana, Trieste, Venezia e Ravenna (solo per fare qualche esempio). Secondo uno studio dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), le città costiere che potrebbero essere colpite da un innalzamento anche superiore ad un metro sono diverse, ponendo a rischio di inondazione sino a 5.500 km2 di pianura dove si concentra oltre la metà della popolazione italiana.

 

Tra questi è plausibile possa rientrare anche la rinascimentale Ferrara…che rischia di diventare prima località balneare e poi, purtroppo, enorme parco acquatico.

 

L’immagine di copertina è di Keith Polya: https://www.flickr.com/photos/102182523@N07/9811274503/in/datetaken/

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