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Le auto elettriche sono davvero sostenibili?

Le auto elettriche sono davvero sostenibili?

L’industria dell’auto si appresta ad affrontare una transizione energetica epocale, volta a trasformare la nostra mobilità. Ma quanto fanno bene al clima e all’ambiente le auto elettriche?

 

Il settore dei trasporti è un’importante fonte di gas serra che alterano gli equilibri climatici, responsabile del 30% delle emissioni di CO2 a livello europeo. Il 72% di tali emissioni è prodotto dal trasporto stradale, e il il 60,7% di queste dalle sole automobili.

 

Allo stesso tempo, i gas emessi da autovetture, furgoni, camion e autobus sono anche una fonte significativa di inquinanti atmosferici – come le polveri sottili (PM) e il biossido di azoto (NO2) – pericolosi per la salute umana e per l’ambiente, soprattutto in città. Secondo un recente studio pubblicato da The Lancet Planetary Health sulle morti premature legate all’inquinamento atmosferico in più di mille città europee, Brescia e Bergamo sono quelle in cui il particolato sottile PM2.5 fa più vittime – seguite da Vicenza e Saronno anch’esse tra le prime 10 – mentre le città italiane in cui l’inquinamento da NO2 colpisce di più sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto).

 

Decarbonizzare la mobilità e ridurne le emissioni inquinanti è quindi fondamentale per contrastare la crisi climatica e salvaguardare la salute dei cittadini e gli equilibri ambientali. Secondo i piani del Green Deal Europeo, che mira a conseguire la neutralità climatica entro il 2050, le emissioni di gas serra dei trasporti dovranno essere ridotte del 90% nell’arco dei prossimi trent’anni.

 

 

Purtroppo però, l’attuale tendenza va nella direzione opposta: mentre altri settori quali la produzione di energia elettrica e l’industria hanno per lo più ridotto le loro emissioni dal 1990 ad oggi, il settore dei trasporti ne ha registrato un aumento, complice un generale incremento della mobilità. Allo stesso tempo, il mercato dell’auto ha registrato negli ultimi anni uno spostamento verso la compravendita di veicoli più grandi.

 

Auto elettriche: la soluzione?

Di fronte alla sfida della decarbonizzazione, una soluzione sempre più popolare sono le auto elettriche che, grazie al loro motore non a combustione, non emettono gas di scarico.

 

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), i motori elettrici sono più efficienti dei motori a combustione e sprecano meno energia – soprattutto quando si guida in città. Inoltre, i veicoli elettrici producono meno inquinanti atmosferici rispetto alle auto a benzina o diesel, e possono ridurre l’inquinamento acustico in quanto sono generalmente meno rumorosi.

 

I veicoli elettrici rappresentano dunque la soluzione al dilemma della mobilità sostenibile? Sicuramente ne sono parte: nel corso del loro intero ciclo di vita – che include l’estrazione di minerali per le batterie, la produzione, la guida e la rottamazione – le auto elettriche emettono in media 3 volte meno CO2 dei modelli a benzina e gasolio.

Emissioni invisibili

D’altra parte, l’impatto climatico dei motori elettrici dipende largamente dal mix energetico utilizzato per alimentarli – e cioè, da come viene prodotta l’elettricità. Molti paesi, inclusa l’Italia, fanno ancora largo affidamento su combustibili fossili come il gas e il carbone.

 

Un’auto elettrica alimentata da tali fonti emette molti più gas serra ed inquinanti atmosferici di una alimentata ad energia rinnovabile – per quanto tali emissioni siano meno visibili perché non fuoriescono direttamente dal tubo di scappamento.

 

 

Altre emissioni invisibili, ma non trascurabili, sono quelle originate durante il processo di produzione dei veicoli elettrici, ed in particolare delle batterie, che richiede più energia rispetto alla produzione di modelli tradizionali.

 

L’ONG Transport and Environment, che promuove un trasporto più verde a livello europeo, ha creato uno strumento online per comparare l’impatto dei veicoli elettrici, diesel e benzina considerando l’intero ciclo di vita del veicolo. Tale strumento mostra ad esempio che che nel contesto polacco, dove il mix energetico è ancora pesantemente dipendente dal carbone, un veicolo elettrico emette il 25% di anidride carbonica in meno rispetto ad un’auto diesel.

 

Un veicolo elettrico prodotto e guidato in Svezia, potrebbe invece risparmiare fino all’80% delle emissioni. Il vantaggio dei motori elettrici su quelli a combustione è dunque destinato ad aumentare grazie alla progressive sostituzione dell’energia fossile con energie rinnovabili.

 

Una questione di risorse

Le emissioni nascoste non sono l’unico aspetto che mette in dubbio la reale sostenibilità delle auto elettriche, in quanto la produzione delle batterie – e in particolare l’estrazione e la lavorazione delle materie prime – ha un impatto tutt’altro che trascurabile sugli ecosistemi in termini di sfruttamento delle risorse minerarie e di tossicità dei materiali.

 

La rete di ONG riunita nell’Ufficio Europeo dell’Ambiente stima che, se i tassi di riciclo delle batterie non cresceranno enormemente entro il 2050, le miniere di rame, litio nickel e manganese attualmente in uso potrebbero esaurirsi, mentre l’apertura di nuove miniere anche in Europa potrebbe avere conseguenze devastanti sui bacini idrici e i corsi d’acqua, la biodiversità e i diritti umani delle popolazioni locali.

 

 

Una soluzione per minimizzare tali impatti potrebbe dunque essere un approccio più circolare all’utilizzo delle risorse, che favorisca il riciclo e il riutilizzo dei materiali utilizzati per costruire i veicoli e, in particolare, le batterie. Recuperare tali materiali da auto esistenti nella fase di fine vita e riutilizzarli permetterebbe di risparmiare energia e materie prime preziose, e di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale complessivo dei veicoli.

 

In questo senso, il piano della Commissione Europea per una mobilità intelligente e sostenibile e il progetto “European Battery Innovation”, di cui fanno parte dodici paesi UE tra cui l’Italia, possono fare una grande differenza.

 

Ripensare il sistema

Insomma: le auto elettriche consentono di emettere meno gas serra e inquinanti dei veicoli tradizionali, e permettono sicuramente di ridurre l’impatto del settore sul clima e sull’ambiente. D’altra parte, l’aumento della produzione e dell’utilizzo di automobili crea una pressione ecologica e climatica sul sistema che il passaggio ai motori elettrici e il riciclo delle materie prime non bastano a compensare.

 

L’elettrificazione del trasporto su strada non è dunque una soluzione miracolosa e dev’essere accompagnata da misure adeguate a renderla davvero sostenibile. Si tratta, ad esempio, di accelerare la transizione energetica, abbandonando definitivamente i combustibili fossili ed investendo nella produzione di energia rinnovabile e pulita. Si tratta anche di fare in modo che i veicoli durino a lungo, per ammortizzare l’energia aggiuntiva richiesta dal processo di produzione, e che i materiali utilizzati non vadano sprecati, per ridurre la pressione sulle risorse, gli ecosistemi e le comunità minerarie.

 

 

Occorre inoltre riorganizzare la mobilità urbana e il nostro modo di spostarci, scommettendo sul trasporto pubblico, sulla mobilità dolce e sulle soluzioni a emissioni zero, e costruendo città a misura d’uomo, non di automobile. La crisi del coronavirus costituisce un’opportunità in questo senso, avendo già spinto molte città, da Milano a Bruxelles a Parigi, a ripensare gli spazi urbani per offrire più spazio a ciclisti e pedoni.

 

Come spesso accade in ambito climatico e ambientale, l’innovazione tecnologica è necessaria ma non sufficiente a vincere la sfida se non avremo il coraggio di ripensare il sistema e le dinamiche che l’hanno creata. E se guidare un’auto elettrica sarà più sostenibile che guidarne una a benzina, la soluzione più sostenibile sarà comunque guidare meno auto possibile.

 

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