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Cos’è il cambiamento climatico?

Con il termine cambiamento climatico si intende un cambiamento nello stato del clima che può essere identificato come una variazione nella media o nella variabilità delle sue proprietà.

Questo significa, per esempio, un cambiamento nella frequenza delle piogge o nella loro distribuzione, così come l’aumento delle temperature, il lento modificarsi delle correnti marine, e così via. Ovviamente, un tale cambiamento deve essere riscontrabile per un periodo prolungato (decenni o più) per essere considerato rilevante. Che nel 2015 abbia piovuto più che nel passato non significa nulla, se questa tendenza non si ripete negli anni successivi. Quando però le precipitazioni aumentano o diminuiscono per una serie di anni, allora si può parlare a tutti gli effetti di cambiamento climatico.

Importante è anche notare che il cambiamento climatico si riferisce ad ogni tipo di variazione, sia essa causata da eventi  naturali o dall’attività umana. Oggi l’attenzione è posta soprattutto sul cambiamento climatico causato dall’uomo, perché diverse misurazioni scientifiche hanno dimostrato che, a partire dall’ultima rivoluzione industriale, il clima del nostro pianeta è variato considerevolmente.

La comunità scientifica è concorde nell’attribuire le cause del cambiamento climatico alle attività antropiche, ossia quelle che dipendono direttamente dalla nostra economia e dalla nostra quotidianità. Se pensate che il problema sia recente, è forse perché una volta vi si riferiva con termini diversi, come effetto serra o surriscaldamento globale; questo perché il concetto è complesso, e può essere confuso con alcune delle sue cause (l’aumento dell’effetto serra), o delle sue conseguenze (l’innalzamento delle temperature medie). Nonostante questo, quando si parla di cambiamento climatico si vogliono comprendere tutti gli eventi che contribuiscono ad una variazione delle tendenze normalmente osservabili per quanto riguarda l’ambito climatico. Le precipitazioni che hanno colpito l’Italia a inizio novembre sono un esempio di cambiamento climatico, così come il ripetersi sempre più frequente delle ondate di gelo e di caldo, le cosiddette bombe d’acqua, e così via.

Da cosa sono generati tanti e tali eventi? È presto detto. Il punto più importante per cominciare è l’effetto serra: l’atmosfera del nostro pianeta e i gas al suo interno fanno sì che i raggi solari (e il loro calore) vengano trattenuti sulla terra. Questo permette una temperatura favorevole alla vita e alla nostra sopravvivenza. Se i gas a effetto serra sono presenti in quantità eccessiva, tuttavia, il pianeta comincia a surriscaldarsi, con forti ripercussioni sugli ecosistemi. Ed è esattamente quello a cui stiamo assistendo ora. I ghiacciai si sciolgono, i mari si innalzano, le temperature diventano tropicali e, con esse, anche gli animali che ci circondano: nel Mediterraneo cominciano a prosperare specie marine native del Mar Rosso, e piante africane rimpiazzano ormai le europee in quanto più resistenti al clima in progressivo deterioramento.

Questo comporta importanti conseguenze, e non solo dal punto di vista del settore primario: i cambiamenti climatici, seppure sembrino non riguardarci direttamente, cominceranno a minacciare le nostre vite se non facciamo nulla per fermarli. Quando i nubifragi provocano vittime ci sembrano eventi eccezionali, ma l’aumento di simili eventi è direttamente collegato alle nostre scelte e potrebbe rendere i danni e le vittime  sempre più frequenti se non agiamo in tempo. Non si tratta, allora, di salvare gli orsi polari e i panda perché sono animali che meritano di essere salvati, o perché sono belli da vedere; si tratta di mantenere un equilibrio nel regno animale e vegetale che ci permetta di mantenere il nostro benessere personale, sociale ed economico. Al momento, questa prospettiva si riduce di giorno in giorno. Per questo, parlare di cambiamento climatico è non solo una necessità, ma un’urgenza. Duegradi è qui per illustrare cosa sta accadendo, chi sono gli attori principali sul palcoscenico, e cosa si può fare per limitare il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

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