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DestinationE: alleato digitale per problemi reali

DestinationE: alleato digitale per problemi reali

L’Europa sta creando un gemello virtuale della Terra per simulare strategie contro la crisi
climatica

di Marta Abbà

Illustrazioni di Marzia Fino

“Non abbiamo un pianeta B”. Ma lo si sta costruendo, digitale, così da non poterlo inquinare e rovinare. Si chiama Destination Earth (o DestinationE) ed è un’iniziativa della Commissione Europea lanciata il 15 dicembre 2021. I lavori proseguiranno quasi fino al 2030 ma lo scorso 10 giugno si è passati alla seconda fase. Un passaggio importante che vede l’implementazione di questo sistema sui computer ad alte prestazioni europei, perché inizino a metterlo alla prova simulando cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi per capire come la “vera” Terra potrà reagire.

 

Una preview di futuri possibili 

Se non fosse fatto di dati e algoritmi, invece che di terra e acqua, questo pianeta sarebbe identico alla Terra e invecchierebbe con lei. Infatti lo si definisce il suo gemello digitale, o meglio “digital twin”. È la sua ricostruzione virtuale, su scala globale, realizzata raccogliendo informazioni di ogni tipo (climatiche, geofisiche, geografiche, chimiche, urbanistiche, sociali…) e simulando le dinamiche con cui variano attraverso algoritmi intelligenti. Lo si può immaginare come una sorta di dettagliato rendering del Pianeta in cui regolare parametri e punti di vista, per farlo poi evolvere nel tempo e vedere “cosa potrebbe accadere se”.

 

Non sarà tondo e non sarà una vera e propria sfera magica in cui leggere il futuro ma consentirà di esplorare tanti futuri possibili, simulando digitalmente gli effetti degli interventi che si ha in mente di fare… prima di farli. Per contrastare la crisi climatica, in primis. Magari anche compiendo quella doppia transizione verde e tecnologica, ritenuta essenziale almeno in Europa.

 

I primi a poter mettere le mani su questo strumento saranno gli enti pubblici e di ricerca. In coda per utilizzarlo ci sono poi le imprese e, infine, la società pubblica. Ciascuno avrà accesso a un patrimonio enorme di informazioni sul pianeta, organizzate e capillari, verificate e sicure, per poter prendere piccole o grandi decisioni più consapevoli. Non si potrà (quasi) più dire “non immaginavo accadesse”.

 

L’opportunità di osare

Questo “pianeta di prova”, oltre che un ruolo difensivo – nel vero senso della parola, difende il pianeta vero dall’incoscienza umana – ne ha anche uno propulsivo rispetto alle innovazioni e ai cambi di rotta. Permettendo di simularne le conseguenze, l’Unione Europea spera che si osi maggiormente pensando a nuove soluzioni e approcci più coraggiosi e incisivi sul futuro del Pianeta. Dato che ne va cambiata la rotta (e il destino) in modo deciso.

 

L’obiettivo a breve termine di DestinationE è il più urgente: identificare strategie di adattamento e mitigazione degli effetti della crisi climatica e degli eventi meteorologici estremi. Minimizzarne l’impatto socio-economico futuro, grazie a interventi basati su dati e conoscenze scientifiche.

 

Chi c’è dietro, e dentro

Data l’importanza delle sfide che ha di fronte, l’Europa ha affidato la realizzazione di questo strumento a tre soggetti illustri: ECMWF, ESA ed EUMESAT.

 

Il primo, ECMWF, che sta per European Center for Medium-Range Weather Forecast (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine), è un’organizzazione intergovernativa sostenuta da 20 Stati membri europei e 14 Stati cooperativi con sede a Reading (nei pressi di Londra). Pochi sanno che in quell’area c’è un potente supercomputer e che il suo data center è il più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo. Nel progetto DestinationE, ECMWF ha la responsabilità della modellazione dell’adattamento climatico alla crisi in corso.

 

L’ESA, certamente più nota, è l’European Space Agency (Agenzia Spaziale Europea), e in DestinationE si occupa della piattaforma che permetterà di accedere ai servizi di base.

 

Resta il terzo ente, l’European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites (Organizzazione europea per l’esercizio dei satelliti meteorologici), in breve EUMETSAT: nella vita gestisce la rete europea dei satelliti meteorologici, controllando satelliti e trasmettendo dati. In DestinationE le è stata affidata la gestione e raccolta di dati, attraverso il datalake.

 

Il gemello a pezzi 

Letteralmente traducibile come “lago di dati”, il datalake è uno strumento particolarmente prezioso perché è lo spazio in cui si possono far convergere dati da fonti diverse e di tipologie diverse, riuscendo poi a valorizzarli nella loro diversità e mettendoli a disposizione di tutti. Per ora è il bacino in cui confluiscono i dati delle varie “parti” della Terra che si stanno digitalizzando man mano. In futuro ci sarà spazio anche per quelli degli utenti, per ottenere un gemello sempre più accurato e aggiornato. 

 

È un elemento fondamentale di DestinationE, come lo è l’interfaccia di accesso per gli utenti. Deve essere comodo e comprensibile a tutti, di immediato utilizzo e dotato di strumenti decisionali, applicazioni e servizi che aiutino a sfruttare i dati nel modo più efficace possibile.

 

Supercomputer per super gemello

Tutto questo non sarebbe possibile senza il supporto di tecnologie preziose come un cloud aperto, flessibile e sicuro per raccogliere e condividere i dati e l’intelligenza artificiale, per analizzarli, cercarli ed elaborarli al meglio.

 

Fondamentale, quando si ha a che fare con tante informazioni e l’intelligenza artificiale, è anche la potenza di calcolo. Meglio se quella dei supercomputer, sempre più numerosi anche in Europa (finalmente). Non è quindi un caso se tra le alleanze più strette che il gemello digitale della Terra sta stringendo, vi è quella con EuroHPC (impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni), oltre quelle con Horizon Europe e con l’EU Space Program, il programma spaziale europeo.

 

Sarà anche grazie al loro aiuto che questa seconda opportunità digitale potrà davvero rappresentare un banco di prova per nuove strategie di lotta alla crisi climatica, integrando man mano un numero sempre maggiore di gemelli digitali di componenti della Terra (oceani, biodiversità, fiumi,…) fino a esserne la copia completa.

 

Nei prossimi mesi, avremo modo di approfondire assieme alcuni esempi e di conoscere meglio alcune sue parti già in funzione. Un modo per capire ancora meglio come funziona e perché è importante che esista. Un modo per capire che non è vero che tutto è perduto ma che è urgente agire e “in collaborazione” con il mondo delle tecnologie.

 

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