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Elezioni Europee: Un Voto Cruciale per il Futuro Climatico e Ambientale dell’Italia

Elezioni Europee: Un Voto Cruciale per il Futuro Climatico e Ambientale dell’Italia

di Stefano Cisternino e Cecilia Consalvo

Un voto particolarmente importante

Le elezioni europee di giugno 2024 rappresentano un momento decisivo per il futuro dell’azione climatica e ambientale in Europa e in Italia. In un contesto globale sempre più preoccupante, con eventi climatici estremi in aumento e una crescente consapevolezza dell’urgenza di affrontare la crisi climatica, il ruolo del Parlamento Europeo è fondamentale. Le decisioni prese a Bruxelles avranno un impatto diretto sulle politiche ambientali dei singoli stati membri, determinando la capacità dell’Europa di raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici fissati per i prossimi decenni.

Che cosa promettono le principali liste candidate in Italia in termini di azione climatica? Lo abbiamo analizzato per voi.

 

Il clima nei programmi dei partiti

Volt

Volt menziona il cambiamento climatico 66 volte, proponendo una strategia dettagliata per la transizione energetica e la governance climatica. Il partito promuove un’economia climaticamente neutrale al 2040 e la creazione di strumenti per rendere resilienti gli ecosistemi naturali. Volt sostiene l’importanza di un approccio europeo coordinato per affrontare le sfide climatiche e ambientali.

 

Libertà

L’unica lista che non menziona mai la lotta ai cambiamenti climatici è “Libertà” di Cateno De Luca, composta da 19 partiti e movimenti politici. Questa omissione evidenzia una mancanza di attenzione al tema cruciale della crisi climatica.

 

Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ha posto una forte enfasi sul cambiamento climatico nel suo programma elettorale, con 37 menzioni del tema. Il partito sostiene il rafforzamento del Patto Verde (Green Deal) europeo e propone che l’Unione Europea assuma una competenza esclusiva nella lotta alla crisi climatica. Tra le proposte chiave vi è l’implementazione di misure di adattamento e mitigazione, che includono investimenti in energie rinnovabili e tecnologie verdi, oltre alla promozione di una mobilità sostenibile.

 

Alleanza Verdi e Sinistra

L’Alleanza Verdi e Sinistra menziona il cambiamento climatico 30 volte, descrivendolo come una sfida interconnessa alla pace e alla giustizia sociale. Il Green Deal viene visto come essenziale per raggiungere la neutralità climatica entro il 2040 e propone un fondo europeo per gli investimenti ambientali e sociali di almeno 2.000 miliardi di euro. Tra le proposte vi è anche l’implementazione di un’economia circolare, la protezione della biodiversità e la promozione di energie rinnovabili. 

 

Partito Democratico

Il Partito Democratico cita il cambiamento climatico 20 volte, enfatizzando la necessità di un Green Deal dal “cuore rosso” che integri giustizia sociale e climatica. Il partito propone la creazione di un’Agenzia europea per la manutenzione e la cura del territorio, con l’obiettivo di affrontare il dissesto idrogeologico e supportare le imprese agricole. Elly Schlein difende il Green Deal e vuole rafforzare la leadership mondiale dell’Europa nella lotta al cambiamento climatico, promuovendo innovazione e sostenibilità. Tra le altre proposte vi è un piano per la transizione energetica e la promozione di una mobilità sostenibile.

 

Azione

Azione, sebbene non menzioni esplicitamente il cambiamento climatico nel suo programma, riconosce l’importanza della transizione ecologica come opportunità per cittadini e imprese. Carlo Calenda critica il Green Deal per il suo forte impianto ideologico e propone di rinviare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2035. Il partito sostiene che ogni misura del Green Deal debba essere sottoposta a rigorose analisi di impatto tecnologicamente neutrali, per garantire che le soluzioni adottate siano efficaci e non penalizzino ingiustamente determinati settori economici. 

 

Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia menziona il cambiamento climatico tre volte, principalmente in relazione all’agricoltura. Il partito propone una revisione della politica agricola comune (PAC) e si oppone a quello che definisce “ideologia ecologista”. Tra le proposte vi è una battaglia contro le carni sintetiche e altre tecnologie considerate dannose per l’economia e la tradizione agricola italiana.  Vogliono anche modificare radicalmente la direttiva sulle “case green” e cancellare il blocco alla produzione di auto a motore endotermico dal 2035. Giorgia Meloni, quindi, riconosce la crisi climatica ma vuole rivedere il Green Deal europeo per non penalizzare l’agricoltura e l’allevamento.

 

Forza Italia

Forza Italia include una sola menzione del cambiamento climatico, focalizzandosi sulla Politica Agricola Comune europea PAC e sull’importanza di aumentare i fondi per sostenere gli agricoltori nella lotta agli effetti del cambiamento climatico. Il partito propone un approccio bilanciato che tenga conto delle esigenze degli agricoltori e della necessità di proteggere l’ambiente. Antonio Tajani propone dunque, un Green Deal “realistico” che non danneggi settori chiave come l’automotive e l’agricoltura

 

Lega 

La Lega critica il Green Deal europeo, descrivendolo come una scommessa miope. Il partito enfatizza la sovranità nazionale e propone politiche climatiche che siano realistiche e non penalizzino l’economia. Inoltre, la Lega sottolinea l’importanza dell’agricoltura e la necessità di proteggere i settori economici tradizionali dalle politiche climatiche considerate eccessivamente punitive.  Propone di cambiare le “eco-follie” del Green Deal per rendere le imprese più sostenibili e competitive. Matteo Salvini adotta un approccio più pragmatico alle politiche climatiche per evitare la de-industrializzazione dell’UE

 

Dalle promesse ai fatti: come hanno votato i partiti nella scorsa legislatura?

 Per comprendere meglio l’impegno dei partiti sulle questioni climatiche, al di là delle promesse da campagna elettorale, è utile guardare a come hanno votato i parlamentari europei eletti nella scorsa legislatura. Cinque delle maggiori organizzazioni non-governative ambientaliste in Europa hanno creato un tabellone che fornisce un’analisi dettagliata dei voti dei partiti europei su temi chiave legati al clima e all’ambiente. Questo strumento permette di verificare la coerenza tra le promesse elettorali e le azioni concrete, offrendo agli elettori un quadro chiaro delle posizioni dei partiti di ogni paese, inclusa l’Italia, in termini di azione climatica, protezione della natura e lotta all’inquinamento.

 

Conclusioni dal Scoreboard del Parlamento Europeo 2019-2024

Secondo il EU Parliament Scoreboard 2019-2024, alcuni partiti italiani hanno mostrato un chiaro impegno verso l’azione climatica, mentre altri hanno mostrato un netto disinteresse:

  • Paladini: Europa Verde (Greens/EFA) e Movimento 5 Stelle, che hanno sostenuto fortemente le iniziative per il clima, la natura e la riduzione dell’inquinamento.
  • Procrastinatori: Il Partito Democratico ha ottenuto un punteggio sotto la media del gruppo S&D, ma ha comunque mostrato un certo impegno.
  • Preistorici: I partiti al governo come Fratelli d’Italia e Lega hanno mostrato un preoccupante fallimento nel supportare l’azione climatica. Forza Italia ha ottenuto un punteggio molto basso (19 su 100), evidenziando la necessità di un impegno più deciso.

Un’opportunità da non perdere

Le elezioni europee del 2024 sono un’opportunità fondamentale per determinare la direzione delle politiche climatiche e ambientali dell’UE nei prossimi anni. I cittadini hanno il potere di eleggere rappresentanti che non solo comprendano l’urgenza climatica, ma che siano anche pronti a prendere azioni decisive per garantire un futuro sostenibile per tutti. Partecipare al voto è un passo essenziale per contribuire a un cambiamento positivo e duraturo, e l’importanza di un voto consapevole e informato non può essere sottovalutata. Solo attraverso un impegno collettivo e responsabile possiamo sperare di affrontare efficacemente la crisi climatica e costruire un futuro migliore per le prossime generazioni.

 

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