A woman holds a European flag as she attends a demonstration in Berlin, Germany, Sunday, May 19, 2019. People across Europe attend demonstrations under the slogan 'A Europe for All - Your Voice Against Nationalism'. (AP Photo/Markus Schreiber)

I programmi delle europee 2019: chi parla di clima?

Il 26 maggio tutti i cittadini d’Europa saranno chiamati ad eleggere i nuovi deputati del Parlamento Europeo. Una grande responsabilità, insomma, soprattutto se si parla di cambiamento climatico. Il Parlamento Europeo ricopre infatti un ruolo fondamentale nel determinare l’agenda delle politiche europee in materia di clima. Ricordiamo, ad esempio, che i Nationally Determined Contributions (NDCs) -ovvero gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni – sono formulati a livello europeo per i paesi dell’Unione.

Queste elezioni, inoltre, sono particolarmente importanti in quanto i prossimi cinque anni saranno cruciali per la lotta al cambiamento climatico. Nel 2020 tutti i paesi firmatari dell’Accordo di Parigi sono invitati a rivedere e potenziare i propri NDCs. È quindi fondamentale che le istituzioni europee, tra cui il Parlamento, siano ben consapevoli delle nuove ambizioni richieste per riuscire a mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2°C. L’attuale NDC Europeo prevede un taglio delle emissioni del 40% entro il 2030. Ne abbiamo però già parlato qui tale riduzione non è sufficiente per rispettare l’obiettivo dell’Accordo di Parigi, e gli scienziati suggeriscono che l’Europa dovrebbe puntare ad un taglio delle emissioni di almeno il 55-65% entro il 2030.

Quindi, i programmi elettorali dei partiti in lizza per le europee, sono sufficientemente ricchi in materia di clima? Ecco qua una breve analisi:

Lega

All’interno del Parlamento Europeo, la Lega fa parte del gruppo “Europa delle nazioni e delle libertà” (ENF). Abbiamo analizzato i programmi elettorali di entrambi, e nessuno dei due contiene alcun punto né su ambiente né su cambiamento climatico. Una gravissima mancanza.

In generale, la Lega si distingue per la totale assenza del cambiamento climatico tra i temi del partito, sia a livello nazionale che Europeo. Uno studio di Adelphi sottolinea che tra il 2014 e il 2018 la Lega ha votato contro tutte le politiche energetiche e climatiche proposte dal Parlamento Europeo, salvo quella riguardante l’efficienza energetica negli edifici. Vale la pena ricordare che nel 2016 cinque deputati leghisti votarono contro la ratificazione dell’Accordo di Parigi.

Partito Democratico – Siamo Europei

PD-Siamo Europei è parte del gruppo Socialisti e Democratici, il secondo gruppo per dimensioni all’interno del Parlamento. Nel proprio manifesto, i Socialisti e Democratici sostengono che l’Europa debba diventare un leader nella lotta al cambiamento climatico. Ritengono inoltre che le emissioni di gas serra debbano essere tassate e che l’Europa debba raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050.

Il programma elettorale di PD-Siamo Europei richiama i punti principali citati dai Socialisti e Democratici. Chiede inoltre che le emissioni vengano dimezzate entro il 2030 e che l’Europa arrivi a mobilitare 290 miliardi all’anno per decarbonizzare il mix energetico Europeo.

Movimento 5 Stelle

Il M5S è parte del gruppo Europa della libertà e della democrazia diretta (EFDD), che non presenta nessuna linea politica definita e nessun programma elettorale per le elezioni europee.

Il M5S è tradizionalmente considerato vicino alle tematiche ambientali, eppure il programma elettorale europeo del partito non presenta nessun punto dedicato interamente all’ambiente e soprattutto nessun riferimento diretto al cambiamento climatico. Solamente il punto 4, “incentivi alle imprese per inquinare meno”, menziona timidamente la necessità di abbandonare i combustibili fossili, di fermare le trivellazioni e tagliare i fondi europei a inceneritori e discariche. Nonostante ciò, mancano misure e proposte concrete, nonché chiari obiettivi temporali e misurabili.

Forza Italia

Forza Italia è parte del Partito Popolare Europeo (EPP). Nel manifesto dell’EPP la lotta al cambiamento climatico non è tra le priorità, ma il gruppo si impegna comunque a migliorare l’EU ETS, promuovere investimenti e innovazioni per la transizione energetica e stabilire un’Unione Energetica.

Nel programma elettorale europeo di Forza Italia, invece, il cambiamento climatico figura al 12esimo (ed ultimo) posto. Nonostante questo, il programma recita che “i cambiamenti climatici devono essere al centro dell’agenda politica europea, senza inutili estremismi ma mettendo insieme sviluppo e difesa del pianeta, perché sviluppo economico, competitività industriale e politiche climatiche sono complementari”. Anche in questo caso, mancano impegni specifici o politiche che il partito intende promuovere per raggiungere tali obiettivi.

Più Europa

Il partito di Emma Bonino è parte del gruppo dei Liberali Europei (ALDE), nel cui manifesto il cambiamento climatico ricopre un ruolo molto importante. ALDE è a favore dell’Unione Energetica e richiede più investimenti in tecnologie a basse emissioni. Si propone anche di rafforzare l’EU ETS, visto come elemento chiave per riuscire a diminuire le emissioni. Come obiettivi principale si pone il raggiungimento di zero emissioni nette entro il 2050 e una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030.

Il programma elettorale di Più Europa riflette appieno le proposte di ALDE, e aggiunge l’obiettivo europeo di uscire dal carbone entro il 2030. Il programma inoltre prevede l’eliminazione progressiva dei sussidi e dei finanziamenti dannosi per l’ambiente e prevede di sviluppare una strategia a livello europeo per la manutenzione delle foreste, nonché un piano europeo per la riqualificazione ambientale urbana, che permetta, tra le tante cose, ai cittadini europei di diventare più consapevoli rispetto al ruolo che il verde metropolitano può giocare a livello di lotta al cambiamento climatico.

Europa Verde

Europa Verde è una coalizione di partiti politici italiani che mettono l’ambiente al centro del loro programma elettorale. Ne fa parte la Federazione dei Verdi, Possibile, Green Italia, e Verdi del Sudtirolo/Alto Adige. A livello europeo fanno parte del Gruppo dei Verdi.

Il Gruppo dei Verdi presenta un programma elettorale molto ricco dal punto di vista del cambiamento climatico. Il programma propone numerose e dettagliate politiche e proposte volte a combattere e mitigare il cambiamento climatico. Tra le proposte più rilevanti c’è quella di eliminare completamente il carbone dal mix energetico europeo entro il 2030; potenziare le reti ferroviarie per fornire ai cittadini d’Europa una valida alternativa ai voli; aumentare i flussi di finanza climatica verso i paesi in via di sviluppo. Il gruppo inoltre aumenta significativamente le ambizioni di riduzione di emissioni, auspicando ad una riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030.

Il programma di Europa Verde ripete quanto riportato nel programma di gruppo. Il raggiungimento di un mix energetico al 100% rinnovabile, l’immediata eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili e più investimenti in un’economia ad impatto zero sono i punti chiave della loro agenda climatica.

La Sinistra

La Sinistra è una coalizione di partiti politici comprendente Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, e facente parte del gruppo politico europeo Sinistra Unitaria Europea. Insieme a quello del Gruppo dei Verdi, il manifesto di Sinistra è l’unico che appoggia esplicitamente un Green New Deal, ovvero un un piano di riforme economiche che scommetta su tecnologie rinnovabili, sostenibilità e una nuova filosofia produttiva .

Nel contesto della lotta al cambiamento climatico, gli obiettivi proposti dal programma elettorale sono i più ambiziosi: una riduzione delle emissioni di gas serra del 65% entro il 2030 e il 45% di rinnovabili nel mix energetico Europeo. Per raggiungere tale obiettivo si ripropongono di attuare un piano di investimenti pari ad almeno il 3% del Pil europeo.

Fratelli d’Italia

Non si parla esplicitamente di “cambiamento climatico” nel programma elettorale di Fratelli d’Italia, ma l’undicesimo di quindici punti è dedicato alla protezione ambientale. Il partito di Giorgia Meloni si dice infatti “dalla parte dell’ambiente e della natura”, e intende contrastare “ogni forma di inquinamento” e sostenere “le energie pulite e rinnovabili”. Interessante l’ultimo punto, che sostiene “dazi nei confronti degli Stati che non rispettano l’ambiente”. Ancora una volta, tuttavia, mancano proposte concrete ed obiettivi che permettano di delineare la strada da percorrere per riuscire a mettere in pratica quanto auspicato.

CasaPound

Il programma elettorale europeo di CasaPound non contiene nessun punto né su ambiente né su cambiamento climatico.

Chi votare, quindi, a queste Europee?

La risposta spetta a voi. Una cosa però è certa: il futuro del Pianeta dipende dalle scelte politiche che prendiamo oggi. L’IPCC ha ribadito più volte che abbiamo solo 12 anni per riuscire a limitare l’innalzamento della temperatura a 1,5°C. Se non dovessimo riuscire a tagliare in modo significativo le nostre emissioni entro il 2030, condannerammo la Terra ad un futuro notevolmente più caldo, con serie conseguenze per il nostro benessere e, nei casi peggiori, per la nostra sopravvienza.

Se è vero che l’azione individuale e quotidiana di ognuno di noi è importante per contrastare la crisi climatica, è anche vero che è necessario che si instauri un quadro politico ed economico capace di supportare e amplificare uno stile di vita più sostenibile e a basse emissioni. Per questo motivo queste elezioni Europee rappresentano forse l’ultima opportunità per mandare ai nostri leader politici un messaggio chiaro.

Quindi, cari lettori, andate a votare, e votate per il clima!

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