An Indonesian man looks through debris around his home for his personal effects in the city of Meulaboh on the island of Sumatra, Indonesia (IDN), in the wake of a recent Tsunami and during Operation UNIFIED ASSISTANCE.

Le conseguenze del cambiamento climatico

Pillole di clima: Le conseguenze del cambiamento climatico

Abbiamo visto come funziona il cambiamento climatico, chi lo causa e cosa viene fatto, a livello globale, per minimizzare le conseguenze negative che esso genera. Ma, per capire meglio, quali sono queste conseguenze? Perché il cambiamento climatico è un rischio tanto grande per il pianeta e, soprattutto, per noi che lo abitiamo?

Non è facile disegnare un quadro complessivo: gli effetti del cambiamento climatico sono presenti in tutto il mondo, e possono arrivare ad influenzare anche la più piccola delle nostre attività quotidiane. Un lungo periodo di siccità, ad esempio, può far schizzare alle stelle il prezzo del pane e limitare le ore in cui ci si può fare una doccia. Quando parliamo di “conseguenze del cambiamento climatico”, quindi, ci riferiamo a tutti quegli intricati rapporti causa-effetto che alterano il clima, così come ai loro effetti sull’ambiente e sull’uomo. Per evitare di perderci, abbiamo scelto di raggruppare le conseguenze del cambiamento climatico in due categorie principali: i grandi mutamenti naturali e gli eventi meteorologici estremi.

I grandi mutamenti naturali

Per grandi mutamenti naturali intendiamo quei cambiamenti ambientali che si verificano nel lungo periodo e su scala regionale o mondiale. La desertificazione, lo scioglimento dei ghiacci (ai poli e sulle montagne), l’innalzamento e l’acidificazione dei mari, sono gli emblemi del cambiamento climatico, e vale la pena parlarne più approfonditamente.

Per quanto distanti e differenti tra loro, questi eventi sono accomunati dalla causa che li genera: l’innalzamento delle temperature a livello globale.

  • La desertificazione è uno dei risultati più immediati del riscaldamento globale: poche specie vegetali resistono alle alte temperature e all’assenza di precipitazioni, che lasciano il suolo arido e impossibile da coltivare.

  • Lo scioglimento dei ghiacci si deve alla persistenza del riscaldamento globale, che con il passare del tempo scioglie gli strati di ghiaccio delle calotte polari e dei ghiacciai – anche quelli una volta considerati perenni.

  • L’innalzamento dei mari, invece, non è tanto dovuto allo scioglimento dei ghiacci (che pure aggrava il problema), quanto al fatto che gli oceani assorbono il 90% del calore generato dalle emissioni umane, e quindi si espandono. Se riscaldiamo dell’acqua in una pentola, il suo volume sarà maggiore quando è calda rispetto a quando è fredda: il meccanismo dietro l’innalzamento dei mari è piuttosto simile.

Il video mostra lo scioglimento annuale dei ghiacci. In basso a destra troviamo l’indicazione dei ghiacci per classe di età, e possiamo notare una riduzione stabile e sempre maggiore di quelli più “vecchi”

I cambiamenti elencati non esauriscono l’insieme delle trasformazioni climatiche di lungo termine sul nostro pianeta; altri effetti importanti sono l’acidificazione degli oceani e la trasformazione della biodiversità. Ognuno di questi eventi contribuisce a inasprire il cambiamento climatico, in un circolo vizioso interminabile. Per limitarci a un solo esempio, nei ghiacci si trovano enormi quantità di gas serra; lo stesso vale per il suolo e gli oceani, che sono grandi contenitori di carbonio. Una volta inariditi, distrutti o resi acidi, essi perderanno parte delle proprie capacità di “trattenere” i gas e li disperderanno nell’atmosfera, accelerando ancor di più il cambiamento climatico.

Gli eventi meteorologici estremi

La seconda categoria è quella degli eventi meteorologici estremi, che il cambiamento climatico rende più intensi e più frequenti. Parliamo di ondate di caldo e di freddo, inondazioni, alluvioni e periodi di siccità prolungata. Buona parte di questi fenomeni è dovuta al fatto che, con l’aumento della temperatura terrestre, l’acqua tende ad evaporare di più e più velocemente.

La siccità è il primo risultato di una maggiore evaporazione: il suolo è povero d’acqua, e quindi le colture e gli animali ne soffrono. Le ondate di calore, allo stesso modo, sono causate da una temperatura più alta accompagnata ad una maggiore umidità dell’aria.

Anche alluvioni e inondazioni seguono i mutamenti nel ciclo dell’acqua: poiché a causa dell’evaporazione le masse d’acqua nell’atmosfera sono più grandi che in passato, quando ritornano verso terra sotto forma di pioggia lo fanno con violenza, colpendo zone sempre più spesso inadatte a sopportare questa pressione naturale. In città, ad esempio, il cemento non permeabile fa rimanere tutta l’acqua in superficie. Questo processo influenza anche le tempeste e gli uragani: prove scientifiche sempre più precise dimostrano infatti che questi eventi diventeranno probabilmente più violenti a causa del cambiamento climatico, attraverso l’aria più umida e le temperature oceaniche più alte.

Discorso a parte meritano le ondate di freddo, che rispondono ai cambiamenti di lungo periodo dei ghiacci polari, alle correnti marine e atmosferiche.

E sull’uomo, che effetti ha il Cambiamento Climatico?

Sia i cambiamenti duraturi che gli eventi meteorologici estremi hanno un impatto sull’uomo, da un punto di vista economico, sociale e a volte anche in termini di vite umane. Pensiamo ai grandi mutamenti naturali: una volta che una zona si desertifica, non riceve più l’acqua di un ghiacciaio o viene sommersa dal mare, che succede a chi vi abita? Le persone perderanno le proprie attività economiche, dapprima; poi, è probabile che il calo di introiti accresca la tensione sociale; infine, nella migliore delle situazioni, chi vive nell’area colpita sarà costretto ad andarsene, con tutte le conseguenze correlate alle grandi migrazioni umane. Nel caso peggiore, invece, le tensioni sociali potrebbero legarsi ad altri fattori politici e causare conflitti di larga scala. Come una volta il prezzo del pane generava ribellioni, in futuro gli eventi meteorologici e le loro conseguenze potrebbero rappresentare il casus belli di più di una guerra.

Se gli effetti dei grandi mutamenti possono apparirci lontani nel tempo e nello spazio, gli eventi meteorologici estremi sono quelli che percepiamo con più chiarezza, viste le situazioni di emergenza che creano quando si presentano. Facciamo un esempio pratico: la scorsa estate, l’ondata di caldo che ha investito il Giappone ha causato oltre sessanta vittime. Il cambiamento climatico continuerà ad inasprire il fenomeno: senza le necessarie politiche di adattamento, le morti correlate a questo evento potrebbero aumentare in una scala compresa tra il 150% e il 2000% nei prossimi anni.

Ma il caldo estremo è solo uno dei modi in cui il clima causerà decessi: secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro la fine del prossimo secolo il cambiamento climatico provocherà circa 250.000 morti l’anno. Gli effetti del clima sull’uomo, infatti, non si fermano ai fenomeni climatici visibili. L’inasprimento delle condizioni climatiche porta con sé anche un aumento di malattie come malaria, diarrea e malnutrizione.

Il quadro che emerge non è certo roseo. Per affrontare al meglio questi pericoli dovremmo risolverne innanzitutto le cause profonde, e poi cercare di minimizzarne le conseguenze. Senza un piano di adattamento strutturale e personalizzato alle necessità di ogni paese, il risultato è che chi non potrà prevenire le conseguenze del cambiamento climatico dovrà sopportarne il peso. Questo avrà effetti significativi in termini di vite umane; rimangono da capire le cifre, e rimane da capire soprattutto quanto siamo disposti a fare (investendo, costruendo, cambiando il sistema economico) per minimizzare questi numeri.

La grandine e le gelate sono due degli eventi che colpiscono maggiormente l’Italia e la sua agricoltura, e il Cambiamento Climatico ne aumenterà la violenza e la frequenza.

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