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A Natale siamo tutti più inquinanti

A Natale siamo tutti più inquinanti

Tra viaggi, regali e cibarie, il nostro impatto in termini di emissioni cresce molto: conoscerlo è il primo passo per ridurlo.

 

Sorprendente? In realtà no, considerando tutte le tradizioni che si associano a questa festa.  Tra viaggi, regali e cibarie, il nostro impatto in termini di emissioni cresce molto; conoscerlo  è il primo passo per ridurlo.

 

Partiamo dai regali: che cosa causano in termini di emissioni? Per cominciare, dipende da dove e come sono stati prodotti: generalmente, più gli impianti di produzione sono nuovi e meno dovrebbero produrre gas serra. Al momento, l’Europa è una regione abbastanza sostenibile da questo punto di vista. Lo stesso non si può dire di tutti i Paesi del mondo, e soprattutto di quelli in cui la maggior parte degli impianti risale al periodo di passate esplosioni economiche, risultando ormai obsoleta. Prima di fare incetta di regalini su Temu conviene pensare a come mai costano tanto poco, e come sono stati prodotti.


L’impatto ambientale del trasporto dei regali ha un ruolo altrettanto importante, se non addirittura più importante dei regali stessi. Un esempio tra gli altri: il 90% del commercio mondiale avviene tramite navi cargo che, a causa dei combustibili che utilizzano, rimangono uno dei mezzi di trasporto peggiori in termini di inquinamento ed emissione di gas serra. Nel momento in cui compriamo qualcosa prodotto dall’altra parte del pianeta, mettiamo in conto che ciò che risparmiamo non acquistando beni prodotti nelle vicinanze ha comunque un costo, anche se indiretto. In questo caso, è il costo ambientale delle emissioni generate dal suo trasporto – oltre che dalla sua produzione secondo standard differenti. 

 

Pensiamo poi agli imballaggi e ai rifiuti. Ammettendo che esista un ciclo di riciclaggio virtuoso, che fa sì che ciò che avanza di pacchetti e regali non vada mai in discarica, sarà necessaria nuova energia per trattare confezioni e altri scarti. Se le centrali di riciclo non sono alimentate da energie rinnovabili anche questi processi, per quanto “verdi”, produrranno gas serra. 

 

I regali tecnologici meritano una trattazione a parte: molti di questi infatti sono composti da terre rare che necessitano di processi estrattivi complessi, sia dal punto di vista pratico che da quello energetico. Senza voler scendere nell’ambito dei diritti umani (ma qui trovate più informazioni se siete interessati), la presenza di questi elementi e la necessità di costruire circuiti elettrici hanno un peso non indifferente in termini di emissioni

 

La nostra produzione natalizia di gas serra, tuttavia, non si ferma qui. Per molti, il Natale significa tornare a casa, visitare i parenti o partire per le vacanze. Andare in treno, usare la macchina o prendere l’aereo hanno però impatti significativamente differenti sulle nostre emissioni. Sapevate che, a parità di chilometri, un aereo emette in media quasi tre volte più anidride carbonica di una macchina per ogni passeggero? E che il treno, invece, è anche meno inquinante degli autobus? La scelta del come fare le cose si rivela quindi, ancora una volta, fondamentale. 

 

L’ultimo punto da considerare in questo quadro è quello del cibo. Ebbene sì, perché anche la nostra dieta ha effetti sulle emissioni: mangiare le lenticchie invece che il formaggio, la carne al posto della lasagna può cambiare di molto le emissioni che genereremo a tavola con i parenti. E se ancora non esiste una ricetta universale per un sistema alimentare sostenibile, l’aspetto piú importante sotto Natale rimane quello dello spreco di cibo: se gli avanzi del cenone vengono buttati avremo davvero sprecato tutte le emissioni legate a coltivazione, produzione, lavorazione, impacchettamento, trasporto e preparazione dei manicaretti. 

Capite tutte queste cose, la soluzione non é rinunciare a tutto! Basta essere più consapevoli delle conseguenze delle nostre scelte sull’ambiente, parlare della crisi climatica anche in famiglia, cominciare a prendere piccole decisioni che possano ridurre il nostro impatto sul pianeta e contribuire a uno sforzo condiviso per il futuro di tutti.

 

**Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente la posizione di altre organizzazioni ad essa collegate**

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