Sussidi combustibili fossili

Sussidi ai combustibili fossili: cosa sono e a quanto ammontano

di Goran Dominioni

Cosa sono i sussidi ai combustibili fossili e perché i governi li sovvenzionano?

I combustibili fossili sono una categoria di fonti di energia non rinnovabili che comprende prodotti quali il petrolio e i suoi derivati (benzina, gasolio, etc.), il carbone, e il gas naturale. Ad oggi, i combustibili fossili sono una fonte energetica importante in quasi tutti i paesi e rappresentano circa l’ottanta percento dell’energia consumata a livello globale. I sussidi ai combustibili fossili possono essere divisi in varie categorie, e una distinzione importante esiste tra sussidi al consumo e sussidi alla produzione. Mentre i sussidi al consumo riducono il prezzo di combustibili fossili per i consumatori, i sussidi alla produzione sostengono finanziariamente i produttori di combustibili fossili. In questa pillola parleremo principalmente di sussidi al consumo perché sono un fattore di particolare rilevanza per le emissioni di gas serra. 

Molti governi sussidiano la produzione e il consumo di combustibili fossili con varie finalità, tra le quali: 

  • Indipendenza energetica da paesi esteri (anche parziale), che viene ottenuta tramite l’aumento della produzione interna di petrolio (e derivati), gas naturale, e carbone;
  • Aumento dell’accesso all’energia a fasce della popolazione che altrimenti rimarrebbero escluse; 
  • Redistribuzione delle risorse alle fasce più deboli della popolazione;

Al di là degli intenti governativi, l’evidenza empirica dimostra che in molti paesi i sussidi ai combustibili fossili tendono a favorire soprattutto i ceti più ricchi della popolazione in quanto tendono a consumare più energia pro capite dei ceti meno abbienti. 

A quanto ammontano i sussidi ai combustibili fossili?

Varie organizzazioni internazionali offrono stime dei sussidi ai combustibili fossili, concentrandosi su tipi diversi di sussidi e adottando diversi metodi per la stima. È importante tenere presenti tali distinzioni quando si parla di sussidi ai combustibili fossili, perché queste stime hanno un significato climatico, ideologico e politico ben diverso tra loro.

Ad esempio: 

  • L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) tradizionalmente si focalizza su sussidi al consumo dei combustibili fossili, che vengono stimati comparando i prezzi di approvvigionamento e i prezzi al consumo nei singoli paesi. Un sussidio è identificato quando i prezzi al consumo sono più bassi dei prezzi di approvvigionamento. Un sussidio esiste quando il prezzo al consumatore è più basso del costo dell’energia. Ad esempio, il sussidio può essere identificato comparando i prezzi al consumatore con quelli di importazione dall’estero.  Le stime dell’AIE riguardano 41 paesi e nel 2017 ammontano, in totale, a circa 266 miliardi di Euro. L’Italia non è tra i paesi coperti da questa analisi. 
  • L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) stima i sussidi ai combustibili fossili considerando trasferimenti diretti (ad esempio, in forma di sussidi per ricerca e sviluppo) e agevolazioni fiscali per la produzione ed il consumo di combustibili fossili. Queste stime riguardano 44 paesi e ammontano, in totale, a circa 124 miliardi di Euro nel 2017. L’OCSE e l’AIE hanno recentemente pubblicato stime comuni per i combustibili fossili per 76 paesi. Secondo queste stime i sussidi ammontano, in totale, a circa 301 miliardi di Euro nel 2017.  
  • Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) stima i sussidi al consumo distinguendo sussidi pre-tassa e sussidi post-tassa per 191 paesi. I sussidi pre-tassa sono calcolati seguendo una metodologia simile a quella adottata dall’AIE, che in sostanza guarda all’esistenza di una differenza tra i prezzi al consumo e il costo dell’energia. Invece, i sussidi post-tassa includono i sussidi pre-tassa e varie agevolazioni fiscali. Contrariamente all’OCSE, l’FMI include tra le agevolazioni fiscali anche il mancato pagamento del danno ambientale dovuto al consumo di combustibili fossili. Questo danno ambientale comprende, ad esempio, il danno alla salute dovuto ad un peggioramento della qualità dell’aria (il consumo di combustibili fossili è, ad esempio, fonte di polveri sottili, che sono molto pericolose per la salute umana) e il costo del cambiamento climatico. L’FMI include il danno ambientale tra le agevolazioni fiscali al consumo di combustibili fossili perché il consumo di beni che causa danni a terzi dovrebbe essere sottoposto a una tassazione ulteriore rispetto al consumo di beni che non causa danni a terzi. La tassa aggiuntiva sul consumo di beni nocivi per la società serve a far internalizzare al consumatore il costo sociale della sua condotta. Per illustrare, immaginate Tizio, Caio e Sempronio. Caio acquista legname dal falegname Tizio per bruciarlo nel suo camino. Il camino di tizio è posizionato sotto la finestra di Sempronio, il quale si trova spesso la casa piena di fumo.  A causa di questo fumo, Sempronio soffre di gravi problemi respiratori. Qualora Tizio non dovesse pagare i danni causati a Sempronio, avrebbe incentivi insufficienti a ridurre/cessare l’utilizzo del camino (e il relativo inquinamento) e a installare filtri per ridurre l’inquinamento dell’aria. Una tassa sul consumo di legname calibrata sul danno causato a terzi darebbe a Tizio gli incentivi adeguati, e il mancato pagamento dei danni da parte di Tizio equivale ad un’agevolazione fiscale (quindi un sussidio). Similmente, non tassare il consumo di combustibili fossili per il danno ambientale creato costituisce quindi un sussidio al consumo di tali prodotti. L’inclusione delle agevolazioni fiscali tra i sussidi ai combustibili fossili ha due conseguenze importanti per le stime di tali sussidi:
  1. Nel 2017, I sussidi pre-tassa a livello globale sono circa 262 miliardi di Euro, mentre i sussidi post-tassa ammontano a circa 4.6 trilioni di Euro nello stesso anno (più del doppio del PIL italiano nel 2018).
  2. I sussidi pre-tassa si sono quasi dimezzati tra il 2013 e il 2016 (per poi aumentare ancora nel 2017), i sussidi post-tassa sono invece aumentati ogni anno dal 2010 al 2017, con eccezione del 2015. 

L’FMI stima anche i sussidi alla produzione dei combustibili fossili, similmente all’OCSE.

Quali sono i loro effetti sul cambiamento climatico?

I sussidi al consumo di combustibili fossili incentivano il consumo di tali prodotti, aumentando le emissioni di gas serra, e quindi contribuiscono al riscaldamento globale. Vari studi hanno provato a stimare quanto le emissioni di gas serra potrebbero essere ridotte se tali sussidi fossero eliminati. Le stime variano a seconda della metodologia e i dati utilizzati. Uno studio del FMI indica che l’eliminazione dei sussidi post-tassa avrebbe ridotto le emissioni di circa il 28 percento nel 2015. Invece, uno studio recente indica che la rimozione dei sussidi ai combustibili fossili, stimati in linea con le misure proposte dall’OCSE, AIE, e FMI pre-tassa, porterebbe a riduzioni più modeste (dall’le emissioni dell’1 al 4 percento entro il 2030).

 

Questa pillola è largamente basata sul seguente report: World Bank Group. 2019. State and Trends of Carbon Pricing 2019. Washington, DC: World Bank

 

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