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Tweet4Tweet: Riscaldamento del pianeta? Ma se fa freddo

Grazie, caro Direttore Feltri, per questo suggerimento stilistico. Sentivamo tutti il bisogno di conoscere la sua opinione sull’acconciatura di Greta Thunberg. Mi sembra un commento ficcante, di quelli capaci di andare dritti al punto. Un’importante opinione, la sua, poiché come ben si sa lei è sempre in linea con le ultime tendenze: ce lo dicono i suoi meravigliosi capelli cotonati, che pare brillino di luce propria, al punto da aumentare probabilmente l’albedo terrestre, diminuendo così di qualche decimo la temperatura media globale.

Conclusa l’annosa questione dei capelli, caro Direttore, passerei ai contenuti, quelli che dovrebbero contare in una qualsiasi conversazione normale, a maggior ragione nel trattare un argomento serio come quello del cambiamento climatico.

In questi giorni stiamo tutti apprezzando le ultime perle di saggezza sfornate dal quotidiano di cui lei è direttore. A inizio settimana ci ha regalato un indimenticabile titolo sulla già citata Greta Thunberg, o “gretina”, come a lei piace definirla. Questo nomignolo la entusiasma così tanto che l’ha usato anche durante l’intervista per La Zanzara di Radio 24, quando l’ha definito “perfetto” per una “rompiballe per definizione”, che ci racconta “delle ovvietà” con cui sta “ammorbando gli europei”. Ma allora, mi chiedo io, come è possibile che lei – proprio lei Direttore – definisca ovvietà ciò che Greta ci racconta, se poi nel suo quotidiano escono notizie che chiaramente non sono in linea con le “ovvietà” di Greta e della scienza del clima? Mi riferisco alla primissima pagina di Libero di questo lunedì, in cui si legge il seguente titolo: “Riscaldamento globale? Ma se fa freddo?”. Ci stiamo impegnando in tutti i modi per farvi capire – a Lei, a Trump, a Formigoni: Duegradi l’ha presa proprio come una crociata personale – che il meteo è una cosa e il clima è un’altra. Lo continua a dire anche Greta, e se lo fa forse non è perché si diverte ad ammorbare gli europei, quanto perché si tratta di un concetto difficile da capire e digerire.

Nella stimolante intervista a Radio 24, lei ci spiega anche la sua mirabolante teoria secondo la quale il pianeta a volte si surriscalda e altre si raffredda: sono cicli, lei dice. Un parere illuminato, il suo, e stupidi gli scienziati che passano la vita a fare ricerca, ché potevano farle uno squillo e risolvere la faccenda senza troppi sbattimenti. Uno scienziato però le piace molto citarlo: è il Premio Nobel Rubbia, con il suo famoso discorso in Senato in cui afferma una tautologia disarmante: “il clima è sempre cambiato”. Siccome Lei, Direttore, continua a citare in maniera pseudoscientifica il Nobel Rubbia, dicendo che “negli ultimi 12 13 anni il clima non si è affatto riscaldato ma i gradi sono diminuiti dello 0,2”, riteniamo opportuno fare un po’ di chiarezza. Le scrivo i concetti in punti, così evita di perdersi.

  • Punto Primo. Rubbia è un fisico, non climatologo, se non erro, quindi non è il vangelo climatico.

  • Punto Secondo. In quel discorso il premio Nobel ci fornisce diversi spunti per una transizione energetica che si distanzi dalla dipendenza da anidride carbonica, e ci ricorda come la situazione sia drammatica.

  • Punto Terzo. Senza lanciarmi in tecnicismi, mi sembra che il trend della temperatura globale sia in costante aumento, anche “negli ultimi 12 13 anni”. Il 2018 è il quarto anno più caldo di sempre dal 1880. La media globale delle temperature nel 2018 è più bassa che nel 2015, 2016 e 2017, soltanto perché questi ultimi sono nella top 3. Inoltre, per misurare il clima non ci si deve basare sui cambiamenti da un anno all’altro, ma sul lungo periodo, dove il trend è in palese aumento.

  • Punto Quarto. Rubbia parla di una di una diminuzione della temperatura media nel periodo 2000-2014. Saremmo onorati di poterne parlare, di aprire un dibattito che non sia “gretino”, ma costruttivo, riguardo alla temperatura media del pianeta. Perché io davvero le giuro che questo dato non siamo riusciti a trovarlo da nessuna parte. E dire che abbiamo controllato i dati della NASA, dell’IPCC, dell’amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica statunitense, dell’agenzia meteorologica giapponese, del gruppo di ricerca “Berkeley Earth” e del centro “Met Hardley” sul cambiamento climatico. Nulla. Niet. Nisba. Nada.

La sua esaltante escalation di dichiarazioni a Radio 24, caro Direttore Feltri, termina con un’altra informazione che andavamo cercando disperatamente per ogni dove: ci dice che non ha molti altri interessi oltre alla figa. E allora, Direttore, perché si cimenta a fare lo stylist per ragazzine, o ad impazzire tra i tecnicismi sul cambiamento climatico? Dia retta, faccia un giro nella vicina Lugano, si dedichi ai suoi primari interessi! Magari eviti di andare in estate, ché fa caldo e non vorremmo si affaticasse in modo eccessivo. Ad ogni modo, mi auguro che la temperatura non sia troppo elevata. Se trova una giornata rigida, caro Direttore, non utilizzi la scusa del freddo per dire che il cambiamento climatico non esiste. Il meteo non è il clima, Direttore, se lo ricordi, dato che è una ovvietà!

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