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Il muschio ci salverà dalle isole di calore urbane?

Il muschio ci salverà dalle isole di calore urbane?

Come si può usare il muschio per dotare gli edifici di cappotti termici più sostenibili e naturali

Illustrazioni e grafiche di Viola Madau

Venray è una cittadina olandese che si trova vicino al confine con la Germania, a circa un’ora di macchina da Maastrich. Di fianco alla vecchia frazione di Oostrum, negli ultimi decenni è sorta una anonima zona industriale dove, lungo larghe strade percorse per lo più da grosse motrici che trascinano rumorosamente pesanti rimorchi, sono spuntate decine di capannoni. Sembrerà strano ma proprio tra queste strade c’è una delle poche cose che vale la pena di vedere, se mai vi capiterà di passare da quelle parti. Si tratta della sede del Gruppo Hoex: un moderno capannone a tre piani la cui facciata è interamente ricoperta da un soffice mantello di un muschio che, nelle rare giornate di sole, si accende di un verde brillante.

Rappresenta uno dei progetti pilota della startup olandese Respyre, insieme alla facciata di un condominio alta 20 metri e interamente rivestita di muschio a una ventina di chilometri da Amsterdam, e ad uno stabilimento industriale in Belgio, su cui 450 metri quadrati di muschio ricoprono interamente le pareti esterne. Questi sono solo alcuni dei diversi progetti con cui questa ditta, fondata nel 2018 da Auke Bleij, un visionario giovane ingegnere olandese, sta mettendo a punto un’innovativa soluzione per contribuire all’adattamento al cambiamento climatico nel campo delle costruzioni edili.

La sua idea è quella di ricoprire palazzi e capannoni, ma anche altre infrastrutture urbane, con uno strato di muschio. Auke è stato ispirato dal ruolo fondamentale che il muschio riveste nelle foreste dove, avvolgendo i tronchi degli alberi, li protegge dalla siccità mantenendo l’umidità, e ha pensato che questa capacità possa rivelarsi preziosa anche nelle cosiddette “isole di calore urbane”.

Cos’è l’isola di calore urbana

È noto che nel centro delle città, soprattutto d’estate, le temperature siano mediamente più alte rispetto alle periferie o alle campagne circostanti. L’ambiente urbano infatti ha un microclima tendenzialmente più caldo a causa della proporzione tra vegetazione e materiali edili, della presenza di edifici talvolta molto alti e dell’utilizzo di apparecchiature che producono calore (in primis mezzi di trasporto di vario tipo).

La quantità di asfalto, cemento e mattoni presenti nelle città sigillano il terreno rendendolo impermeabile ad ogni forma di umidità con diverse conseguenze: l’aumento dell’assorbimento di calore del suolo e del suo accumulo nei materiali edili, la riduzione dell’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo e la riduzione dell’evapotraspirazione (cioè la produzione di vapor acqueo dovuto alla traspirazione delle piante).

Il calore che di giorno si accumula nelle strade e nei muri degli edifici viene rilasciato durante la notte, mantenendo più alte le temperature notturne. La presenza di molti edifici alti ostacola la circolazione dell’aria e quindi la diffusione del calore dalla città alle campagne. L’elevata densità abitativa delle città contribuisce alla produzione di calore a causa della dispersione di energia usata per ogni genere di attività, dal jogging all’uso di elettrodomestici, dalla cottura dei cibi all’uso di veicoli. Il tutto è aggravato dal fatto che la risposta a questo clima urbano è un maggior ricorso al condizionamento dell’aria che da un lato trasferisce calore dall’interno degli edifici verso l’esterno e dall’altro aumenta il consumo di energia.

Le qualità del muschio

Innanzitutto, parlare di muschio in generale è quantomeno semplicistico visto che sono migliaia le varietà vegetali raggruppate sotto questo nome. Si tratta di minuscole piante che, a differenza di quelle più complesse a cui siamo soliti pensare, non hanno radici né vasi o tubicini per il trasporto della linfa.

I muschi si sviluppano in colonie, che formano compatti tappeti verdi, soffici e vellutati, e si trovano in tutti gli habitat, a parte, ovviamente, le superfici dei mari. Sebbene possano crescere e resistere ovunque, prediligono le zone fresche e umide, in particolare il sottobosco o zone adiacenti a sorgenti, dove è più facile osservarli nei lati esposti a nord.

Diversamente da quanto possa sembrare, i muschi non sono parassiti delle piante perché hanno una propria attività di fotosintesi e si attaccano al terreno o alla corteccia degli alberi attraverso delle escrescenze simili a radici, chiamate rizoidi, con cui non penetrano nella superficie sottostante.

Grazie ai loro molteplici servizi ecosistemici sono i precursori della vegetazione e custodi di biodiversità. Insieme ai licheni sono specie pioniere, in grado cioè di colonizzare terreni inospitali, quali rocce e pendii vulcanici, per trasformarli nel tempo in substrati adatti a specie vegetali più complesse, come felci e graminacee. Infatti i muschi hanno la capacità di immagazzinare grandi quantità di acqua e rilasciarla lentamente nell’ambiente aumentando l’umidità dell’aria. Per questo, i tappeti di muschio sono habitat ricchi di microrganismi che, accelerando la decomposizione della materia organica, regolano il bilancio dei nutrienti di un ecosistema. Infine, trattenendo i semi delle piante, ne influenzano la germinazione. Rappresentano dei veri e propri colonizzatori vegetali.

È proprio per questi motivi che i muschi possono rivelarsi molto preziosi nel contrasto ai cambiamenti climatici, non solo perché in grado di assorbire grandi quantità di CO2, ma anche grazie al loro contributo per l’accumulo di elementi essenziali nel suolo, come il carbonio e l’azoto che favoriscono la tenuta dei terreni e il recupero di quelli danneggiati.

Il trattamento degli edifici

Auke, dopo aver studiato i muschi durante la sua tesi universitaria sulla crescita di questo tipo di vegetazione sulle superfici adiacenti alle ferrovie, ha avuto l’intuizione che queste piantine potrebbero essere preziose nelle città per combattere l’inquinamento e il surriscaldamento dell’aria.

Grazie all’università di Delft ha raccolto i capitali iniziali per fondare la sua società, la Respyre, in cui è stato sviluppato un nuovo materiale edile con la collaborazione di alcuni suoi compagni di studio. È nato così il calcestruzzo bio-ricettivo, composto per il 70% da materiale riciclato, con lo scopo di poter ricoprire le pareti degli edifici, sia di vecchia che di nuova costruzione, in modo da offrire al muschio una superficie ideale per crescere. Si presenta come uno strato appositamente rugoso e poroso per agevolare l’ancoraggio dei rizoidi del muschio, che così può disporre di un ancoraggio robusto.

La Respyre, tuttavia, non è solo una semplice un’impresa manifatturiera che ha ideato un nuovo materiale per l’edilizia. A causa delle migliaia di specie di muschio, sono necessarie competenze che vanno oltre a quelle edili per selezionare la qualità più adatta ad ogni contesto in base alla collocazione geografica e all’esposizione solare delle pareti. Infatti, dopo la posa del calcestruzzo bio-ricettivo, la soluzione della Respyre prevede che sia irrorato con delle spore appositamente selezionate per far germinare la specie di muschio selezionata e che queste siano trattate per circa 12 settimane con un gel che, come un superfood per il muschio, ne accelera la germinazione e la crescita. Al termine del trattamento il muschio sarà completamente “autosufficiente”, e potrà sopravvivere sulle pareti senza altri interventi, resistendo al gelo invernale come alla calura estiva.

Il risultato finale è costituito da quattro strati: il primo è la superficie esterna dell’edificio trattato, il secondo è lo strato bio-ricettivo su cui si fissa il terzo strato, costituito dai rizoidi che costituiscono a loro volta l’ancoraggio del quarto strato, il muschio visibile all’esterno.

Vegetazione urbana verticale

I vantaggi che l’aumento della vegetazione porta ai contesti urbani sono ormai noti: assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno le piante migliorano la qualità dell’aria; emettendo umidità riducono l’effetto isola di calore abbassando le temperature; offrono ambienti dove molte specie viventi possono prosperare migliorando la biodiversità; favoriscono il benessere mentale delle persone, riducendo lo stress e migliorando la qualità della vita dei residenti.

Poichè spesso all’aumento della vegetazione urbana corrisponde una riduzione dello spazio destinato ad altri usi (strade, marciapiedi, piste ciclabili) e un aumento dei costi di manutenzione, questo nuovo utilizzo del muschio potrebbe rappresentare un’alternativa priva di controindicazioni. Qualora nei centri urbani sia difficile trovare lo spazio per piantare alberi, perchè non farli crescere in verticale sui muri dei palazzi?

Inoltre, questi rivestimenti verdi hanno anche un diretto beneficio sugli edifici agendo come isolante termico, rallentando il trasferimento di calore tra ambienti interni ed esterni e riducendo così il ricorso alla climatizzazione estiva e al riscaldamento invernale.

Insomma il muschio sembra davvero una soluzione ideale per integrare il verde nelle città, con vantaggi sia per gli edifici trattati che per i quartieri in cui si trovano, richiedendo una manutenzione molto inferiore rispetto alle piante più comuni. Può essere una nuova soluzione nell’ambito delle nature-based solution.

Conclusioni

Più della metà della popolazione mondiale è concentrata in grandi centri urbani da cui provengono almeno il 70% delle emissioni globali di gas serra. È perciò evidente che un’ampia parte dello sforzo di adattamento ai cambiamenti climatici debba passare dall’architettura e l’edilizia.

In questo ambito, rivestire di muschio le pareti di palazzi ed altre infrastrutture urbane sembra essere un’idea innovativa, efficace ed originale. In effetti, il muschio è tutto intorno a noi: se guardiamo con attenzione lo troveremo sui bordi dei marciapiedi, sui muri di cinta, negli angoli meno illuminati degli edifici, sulle cortecce delle piante nei giardini pubblici. Insomma è naturalmente un tipo di vegetazione adatto anche ai contesti urbani. Sebbene spesso sia visto come sintomo di scarsa manutenzione o degrado, in realtà il muschio rappresenta il primo passo con cui la natura cerca di riappropriarsi degli spazi che le abbiamo sottratto con l’urbanizzazione. Invece che continuare a combatterlo, potrebbe rivelarsi vantaggioso sfruttare le caratteristiche di questi straordinari vegetali per fare delle nostre città degli ambienti meno artificiali e più vivibili, sia per noi che per tante altre forme viventi con cui condividiamo, spesso inconsapevolmente, le nostre città.

Per ora la soluzione proposta da Respyre è poco più che un’idea sperimentata su alcuni progetti pilota, ma forse tra qualche anno l’ipotesi di rivestire di muschio il condominio in cui viviamo potrebbe diventare concreta come oggi è la possibilità di dotarlo di un cappotto termico. Una cosa è certa: un sottile rivestimento di morbido muschio è più naturale di uno spesso strato di polistirene.

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  • Laureato in Economia, dopo un lungo percorso professionale come consulente e imprenditore nel campo del business digitale, attualmente si dedica alla divulgazione sui temi legati alla crisi climatica.

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